Quando muore un animale domestico

gallucci psicologo torino

In memoria di Mirta (1999-2014)

Quando si perde un animale domestico (cani, gatti, roditori, uccelli, pesci ...), il dolore è una risposta normale e fisiologica al lutto.

Molto spesso l'animale è considerato un amico, un compagno, un membro della famiglia, e la sua morte è intensamente dolorosa, soprattutto se rappresentava la principale fonte di compagnia.

In un recente studio americano sulle principali cause di depressione, gli intervistati hanno indicato, tra le prime 5 posizioni, la perdita del proprio animale. Questo rende bene l’idea dell’impatto emotivo che può avere questo evento.

Nella nostra società, poi, spesso la perdita di un animale è vista come una perdita relativa, non intensa come altri tipi di lutto, e magari può essere sminuita o banalizzata: le persone si possono sentir dire che “Era solo un animale domestico”, oppure "Puoi sempre prenderne un altro" e si aspettano che la sofferenza svanisca in un soffio.

In realtà il lutto per un animale domestico è carico di significati e aspetti specifici che caratterizza il legame tra persona e animale.
L’animale è dipendente dall'essere umano, e proprio per questo motivo la sua presenza è pressoché costante sia sul piano reale, sia su quello affettivo (ci si “deve” ricordare di lui, comprare il cibo, accudirlo, curarlo, portarlo fuori).

Gli animali non giudicano, ci accettano come siamo, ci amano senza vincoli. La relazione con loro raramente presenta situazioni di vero conflitto. Il legame emotivo che si crea, dunque, è particolarmente intenso, poiché l'animale ha spesso ha una vita dipendente dalla nostra, vive totalmente immerso nel nostro mondo.

Inoltre, le persone sono e si sentono responsabili per lui e spesso devono decidere anche della sua morte.
Relazionarsi con gli animali di compagnia implica infatti fare i conti col fatto che hanno un'aspettativa di vita inferiore, relativamente breve rispetto alla nostra, ed è inevitabile vederli invecchiare, ammalarsi e morire.

Infine, è importante non sottovalutare che spesso la perdita di un animale può riattivare esperienze precedenti di lutto e inevitabilmente porta a confrontarci con la paura della nostra stessa morte.

Il dolore è in genere maggiore per le persone sole, che non hanno nessuno con cui condividere i propri sentimenti e per le quali l'animale era la fonte principale o unica di affetto, amicizia, compagnia.
Non si perde solo un animale amato, una fonte di conforto e di compagnia, di amore incondizionato, di divertimento e di allegria, ma anche una parte importante della nostra stessa esistenza.

Ecco perchè non c'è nulla di sciocco o troppo sentimentale nel piangere e soffrire per la morte di un animale domestico.

Cosa si può provare
Il tempo e i modi di sperimentare il lutto variano naturalmente da persona a persona. Come per altre situazione di perdita, si possono provare differenti emozioni nel processo di elaborazione del lutto:
  • Il rifiuto e la negazione iniziale rendono difficile accettare che l'animale è veramente deceduto, bisogna fare i conti con i ritorni a casa, con l'assenza. È possibile ripensare in continuazione all'animale morto, rievocando i ricordi più volte nella mente, si può anche pensare di vederlo, sentirlo, parlarci come se fosse ancora presente.
  • La tristezza e la depressione sono conseguenze naturali del dolore, che possono lasciare impotenti di fronte ai sentimenti.
  • La rabbia, più o meno giustificata, può essere rivolta alla malattia che ha ucciso l'animale, a lui stesso, al veterinario, ai familiari che sembra non comprendono, a Dio, a sè stessi ...
  • Il senso di colpa si può verificare se ci si sente responsabili della morte del proprio animale, ("Se solo fossi stato più attento", “Cosa avrei potuto fare per salvarlo?”), o abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, in merito alla malattia o alla morte stessa.

Come poter affrontare la perdita
Il primo passo è quello di essere onesti e riconoscere i propri sentimenti, considerarli legittimi e meritevoli di sostegno, senza sentirsi imbarazzati o inadeguati.

Bloccare il dolore, il pianto, i sentimenti di rabbia o di colpa non li fanno andare via.

Esprimere ciò che sentiamo, anche se difficile, è fondamentale. Ci aiuta a superare la perdita e andare avanti. È necessario provarlo il dolore per poterlo superare.
La negazione non fa altro che ritardare il processo di elaborazione e lascia conflitti sospesi, che possono manifestarsi più in là nel tempo.

Parlare dei sentimenti che si provano con un'altra persona è uno dei modi migliori per metterli in prospettiva e trovare il modo di affrontarli.
Parlare di come ci sentiamo con qualcuno (amico, familiare, professionista dell'ascolto) che possa capirci ed ascoltarci senza giudicarci.

Ci sono molti modi per esprimerli e onorare la memoria di un animale domestico: scrivere o creare un album con le sue foto, fare volontariato o una donazione a un'associazione benefica che si occupa di animali, creare un rito che permetta di ricordare l'animale in maniera simbolica per dare un significato e un momento di contenimento alle emozioni del lutto.

Il percorso psicologico del lutto si pone come luogo di ascolto e accoglienza in cui contenere e rendere comunicabile il dolore, e successivamente aiutare la persona ad elaborare la perdita e il senso che ha nella nostra vita.

Il lutto non guarisce (anche perchè non è una malattia, anche se può diventarlo), può solo decantare e avvicinarsi all'accettazione.
Quando il pianto lascia il posto ai ricordi, quando si ha un moto di serenità vedendo magari una foto di un pezzo di vita insieme.

Cosa ne pensate? Potete lasciare qui sotto i vostri commenti, storie, esperienze.

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35 commenti:

  1. La prima cosa che ho fatto, quando Tina, dopo vent'anni di vita insieme e dopo una lunga e dolorosa malattia (l'ho dovuta far sopprimere) è stato prendere un'altra gatta, già adulta, abbandonata in strada a Natale. Non riuscivo a reggere il ritorno a casa, il vuoto che c'era: vivo sola. Betta non sostituisce Tina, ma inizia ad avere fiducia in me e io affezionarmi a lei. Lo consiglio a tutti. All'inizio è dura. Ma poi... è un'altra vita che comincia.

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  2. Buonasera, grazie dott.Gallucci per tutto ciò che ha detto.Anch'io ho vissuto la perdita del mio cagnolino Shù-Shù, la sua presenza rimane nel ricordo di alcuni momenti significativi, ho dei momenti in cui mi appiaiono dei flash di immagini ,soprattutto quelle veramente tenere, rivedo lui correrremi incontro quando arrivavo in casa, qualche mese prima che morisse l'ho dipinto ,così d'ispirazione ed ora è lì, la sua immagine in un quadro ,sul camino ...adesso è arrivata Chicca e in essa vedo spesso gli occhi di Shù-Shu'e l'Amore che sanno dare gli animali.
    Angela

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Frida non è più con me il dolore non è decantato, forse me ne sono fatta una ragione ma questo non è neppure del tutto vero eppure non la vedo più neppure quando preparo la colazione o apro il frigorifero, lei semplicemente non c'è più, e vafo avanti nella mia vita di tutti i giorni. C'è Callas, è sua figlia, ma non è la stessa cosa, so che è altra cosa da lei, diversa, e mi dispiace quando, regalandole un buon giorno o una carezza, sento che lei non è l'altra. La guardo, l'amo,e prendo esempio da lei per accettare che Frida non è più con noi, per amare Callas nella sua diversità. Grazie caro collega per questa pagina poche anzi una sola persona ho incontrato che non mi ha fatto sentire fuori posto nell'esprimere il mio dolore e i miei ricordi con Frida compagna merivigliosa. Un giorno spero di poter mettere una sua foto lì tra i miei libri e tra i ricordi più dolci dellsmis vits, lì in mezzo ai testimoni della mia stessa storia, lì tra i miei incontri straordinari.

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    1. Grazie per la condivisione della sua toccante esperienza con Frida e Callas :)

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  5. Io ho perso il mio amato Nerone fa piu di quattro mesi mi manca tantissimo perché era un cane particolare un chow chow nero un leone i miei piccoli hanno insistito ne prendere un altro cane anche se non ero abbastanza pronta ma alla fine sono caduta in tentazione ora c'è lui Leo un maremmano che gioca con me come non ha mai fatto il mio nerone visto il suo carattere molto solitario non riesco a far a meno di pesare a lui spesso mi cpnfondo anche a chiamare leo ma cerco di dargli piu amore possibile sperando che lui possa essere un inizio di un nuovo amore ma ....ho molti dubbio è troppo brutto perde un cane un amico fedele che ha fatto parte della propia vita non sono ancora riuscita a superare ma ci provo lui rimarrà per sempre nel mio cuore

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    1. Grazie per la condivisione della sua esperienza con Nerone e Leo :)

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  6. Io avevo Flora, un beagle.. Aveva cinque anni ed è morta a febbraio di quest'anno per una malattia. È stato bruttissimo, non volevo accettare che fosse morta per una cosa che stava anche curando, è ingiusto.. Mio fratello vorrebbe prendere un altro cane, ma io non sono molto d'accordo, ho paura di affezionarmi e di restarci male un giorno. Però come si dice, il cane è il migliore amico dell'uomo. Pochi minuti fa mi è morta una cocorita, Pepito e sto scrivendo qui per avere anche un modo per sfogarmi.. Era unico, davvero e ci sto troppo male, perché penso a com'era due secondi prima che giocava e poi ora penso che non ci sarà più nei prossimi giorni. Sarà anche solo un uccellino, ma è pur sempre un animale domestico. Mi consigliate di prenderne un'altro?

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    1. Grazie per aver scritto Mary.
      Io in genere consiglio sempre di potersi dare del tempo dopo un lutto per un animale caro.
      Quando avrà dato posto ai ricordi e alle emozioni di rabbia, tristezza e colpa che sta vivendo ed elaborando, allora potrà essere meglio pronta per ri-cominciare una storia :)

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  7. Io avevo una cagnolona che si chiamava Milly era un incrocio tra un pastore tedesco e un pastore maremmano. Purtroppo nel mese di Giugno è scappata, e dopo averla cercata ovunque, 2 giorni dopo l'abbiamo ritrovata nel campo dietro casa priva di vita, era stata avvelenata. A Luglio avrebbe fatto 3 anni. E' stato come un fulmine a ciel sereno, sono stata malissimo non riuscivo a riprendermi, la mancanza era troppo forte e non facevo altro che piangere. Dentro di me si era creato un vuoto enorme, le mie giornate non avevano più un senso. Da quel giorno avevo giurato di non prendere più un animale perché ero convinta che se prendevo un altro cane non sarebbe stata come Milly. Poi però, a Luglio ho preso un gattino di nome Oliver (che aspettavo già da Aprile) e ad Agosto un cagnolino di nome Leo che hanno riempito pienamente l'enorme vuoto che avevo dentro. Mi hanno aiutato tantissimo e avevo ritrovato il sorriso. Solo che purtroppo, Venerdì scorso Oliver è stato preso sotto da una macchina e adesso sono a pezzi di nuovo, il vuoto che avevo prima si è riaperto, e adesso sento anche la sua mancanza. Sto riprovando le stesse sensazioni, e non riesco ad accettare la morte del mio piccolo micino. Ancora non mi sono resa conto che Oliver non c'è più...
    Anche con lui si era creato un legame grande. Il problema è che adesso non riesco a tirarmi su. Adesso cerco di basarmi su Leo ma il vuoto si sente uguale. Vorrei prendere un altro gattino, ma non sono sicura non so se sia la scelta giusta. Da una parte so che un altro gattino mi occuperà il vuoto e forse mi farà tornare il sorriso, ma dall’altra ho anche paura che mi farà male. Avrei bisogno di un consiglio perché in questo caso non saprei che fare. Scusate lo sfogo.
    Grazie.

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    1. Intanto grazie per il racconto e la condivisione della sua esperienza.
      Penso che forse si debba trovare il tempo per elaborare la perdita di un animale.
      Anche perchè se non se ne prenda cura, c'è il forte rischio che alla prima occasione si ricada il quel "vuoto" che si credeva di aver superato, e che si ripresenta con gli interessi

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  8. In genere non sono solita raccontare le mie esperienze su blog, ma credo che questo sia l'unico modo per poter "tirar fuori" sul serio il dolore che sto provando.Due mesi fa ho perduto la mia Luna, una micia bellissima: quando l'ho portata a casa, aveva poco piu' di quattro settimane: un piccolo batuffolino di peli che rallegrava tutte le mie giornate, da quindici anni a questa parte. Purtroppo in noi scatta quel meccanismo che ci porta a credere che resteranno con noi in eterno, che continueranno a giocare e donarci tutta la loro compagnia..poi una mattina ci svegliamo e scopriamo che un' orribile malattia ce li porterà via, facendoci restare impotenti di fronte a qualcosa più grande di noi..non ho ancora superato la sua scomparsa e credo che una piccola parte di me se ne sia andata via con lei: ma di una cosa sono certa:il suo ricordo, quello, rimarrà sempre con me.

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    1. E dopo aver attraversato questi momenti difficili, quello che rimarrà è la memoria preziosa di ciò che di bello e buono c'è stato nel vostro pezzo di vita condiviso con Luna.

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  9. quasi 2 mesi fa ho perso improvvisamente il mio adorato coniglietto ariete nano. per il suo particolare carattere e per averlo da sempre abituato a girare per casa 24 ore su 24(visto che non ha mai fatto i suoi bisogni in giro ma nella lettiera della sua gabbia e avendo reso la casa "a prova di coniglio")ha avuto con me e la mia compagna una tale e continua interazione che da quel momento la mia vita,che gia' non attraversa un periodo particolarmente brillante,ha quasi perso di significato e provo una continua tristezza associata spesso ad un pianto irrefrenato. in piu' la mia compagna ha elaborato il lutto in maniera totalmente opposta alla mia,praticamente imponendomi a giorni l'arrivo di un cucciolo di cane che io fin dal primo momento avevo chiarito non volevo in questa fase delicata,mentre per lei è indispensabile per la sua ripresa.questo fatto non fa altro che rendermi ancora piu' complicato il superamento per la scomparsa del coniglietto,perche' oltre a quel dolore avverto il totale o quasi disinteresse per l'arrivo di un nuovo animale.se qualcuno potesse consigliarmi,sarei grato

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    1. Provare tristezza è fisiologico alla morte di un animale domestico, specie se è avvenuta da poco tempo.
      Si dia il tempo e il modo per elaborare la perdita del suo coniglietto, che d'altronde è avvenuta anche in un periodo di vita non facile a quanto ho capito.
      Esprima e condivida con la sua compagna ciò che sta provando sia rispetto alla morte del coniglietto sia alle difficoltà rispetto al nuovo cucciolo di cane arrivato, in modo che possiate anche confrontarvi e sostenervi tra di voi.

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  10. Sono passati solo 4 giorni dalla scomparsa di Whisky, un meticcio che mi ha accompagnato per quasi 17.
    Dovetti prendere la decisione di farlo sopprimere.
    Il dolore della sua scomparsa e' unita al senso di colpa per la decisione presa e al fatto di non poter raccontare a nessuno la verità perché un mio famigliare non voleva assolutamente affidarsi all'eutanasia.
    Il dolore si espande in maniera esponenziale pensando che mi si addormentò sulle mie gambe 5 minuti prima di vederlo morire, nella sala d'aspetto del veterinario.
    Spero un giorno che tutto ciò passi per consolare e aiutate un domani qualcuno che viva questa triste esperienza.
    Ora cosa fare: mettere qualche foto per casa? Prendere un'altro cane? Non so, forse e' troppo presto prendere decisioni.
    Whisky e' stata la prima cosa a cui ho voluto bene di mia spontanea volontà.
    Spero di aver fatto la cosa giusta, spero che lui lo abbia capito.
    Grazie per questo spazio.
    Ciao Whisky.

    Davide.

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    1. Gentile Davide,
      il dolore così intenso di questi giorni passerà, insieme alla tristezza e al senso di colpa.
      E rimarrà tutto ciò che di bello avete condiviso con Whisky, i ricordi di tutta la vita che avete trascorso insieme.
      Si conceda il suo tempo per elaborarne la morte, e celebri la sua vita e la sua memoria, anche con piccoli gesti (una foto, uno scritto, un rito o un momento dedicato).
      Il suo meticcio, ovunque sia, gliene sarà grato.

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  11. ho perso la mia pucci di 16 anni il 5 dicembre....aveva avuto un piccolo incidente e aveva riportato qualche problema con la respirazione ,dopodiche tosse...dopo 2 settimane stava peggiorando.tornando a casa il 5 dicembre l'ho trovata li lunga sul pavimento con gli occhi aperti
    era deceduta ..io ero a lavoro!nn mi perdonero mai il fatto che nn ero li con lei nel momomento del trapasso..chi sa come si sara sentita...io nn ero li vicino a lei.....!!!!
    cosa devo pensare?non ho pace.....

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    1. Si prenda il suo tempo per elaborare i sentimenti che sta provando per la perdita di Pucci.
      E non si prenda colpe che non ha.

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  12. Ho provato anch'io, Otto è crollato davanti a me per tumore ai polmoni, in tre giorni non sono stata capace di elaborare la sua malattia, ma tossiva da troppo tempo... Tralascio il racconto perche' Otto è morto da tanto tempo, anche se vivi ed intensi sono i ricordi di lui. Dopo pochissimo è arrivato Rosso, che ancora è qui con me, mentre vi scrivo.. Ero incinta e non sopportavo il continuare a piangere e soffrire; la vita in me era troppo prorompente per aspettare altro tempo. Così ho scelto subito Rosso, sei mesi prima della mia bambina, anche lei un miracolo di amore. Non è mai stato come Otto e non lo sarà mai, ma è lui, Rosso è qui, ora, e ci amiamo moltissimo. Anch'io, per fortuna, sono invecchiata e con le mie stagioni ricordo tutti miei cani, ciascuno adatto a quella stagione, in modo diverso si, ma sempre leale e, pieno pieno, stra-pieno di affetto.
    Ora vivo con mia sorella, piu' piccola di me di 11 anni, il dolore di accompagnare la sua boxerina anziana e irreversibilmente malata lungo la discesa; pochi giorni, poche ore ormai. Ho proposto a mia sorella di occuparmi con il veterinario dell'eutanasia, ma lei non vuole saperne. Sa che la cagnolina non soffre sotto morfina... Ci avvicendiamo, lei, io e le sue amiche, attorno alla cuccia in attesa... E' straziante, domani sarò là sola con la cagnolina, e, dato l'attuale peggioramento, ho ancora più paura. Ma cosa devo fare, poi? Se capita a me? Se rivivo la scena di Otto già impressa a ferro e fuoco nei miei occhi e nel mio cuore? Lo evito a mia sorella e mi occupo io delle pratiche post-mortem? O la chiamo sul lavoro e lascio che viva il suo dolore perchè lo possa elaborare dopo, nel tempo? Ho paura... Ma amo molto mia sorella e vorrei evitare che veda la sua cagnolina finire il suo respiro, proprio davanti a lei. Eppure leggo le vostre esperienze, faccio fatica a districarmi in tutti i sensi di colpa che l'una o l'altra mia scelta potrebbero generare alla mia dolcissima sorella. Scusate la mancanza di chiarezza, ma ormai è chiaro che sono in preda all'ansia.
    Vi ho letto perche' volevo trovare un po' di forza per decidere.

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    1. Gentile Aspasia,
      grazie del suo racconto.
      Mi sembra che un buon modo per poter aiutare sua sorella (e sè stessa?) sia il poter far tesoro della sua esperienza di vita con Otto e trasmetterla, pur sapendo che gli altri non sono noi, sono diversi da noi, vedono e sentono le cose in modo diverso da noi.
      Provare a evitare la sofferenza alle altre persone (per di più care) e a sè stessi è comprensibile e naturale, ma ci vuole anche il coraggio di sostenere e rispettare le scelte altrui.

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    2. Si, l'ingerenza sulle emozioni altrui è solo un goffo tentativo per non provare personalmente le stesse... Me ne rendo conto. Grazie. In effetti è un percorso di accettazione che mia sorella forse riuscirà a compiere; la boxerina è forte e nonostante il tumore esteso e l'emorragia interna, continua a resistere, sotto morfina. E' illusorio e questo stillicidio avrei preferito evitarlo a lei, ma ancora di più, ho capito, a me stessa, Sotto Natale per di più. Con Otto non ho avuto neanche il tempo di pensare a questa soluzione, forse è per questo che l'eutanasia mi sembra una scelta percorribile. Lascio che mia sorella viva il suo dolore, e l'aiuto come posso assistendo e curando la cagnolina, nostra amica di sempre. E, a tutti, non aspettate che passi ancora altro tempo: il vostro nuovo amico è lì che vi aspetta. Davvero. Lasciatevi guidare dalla speranza che sarà diverso, comunque ricco. Non fate confronti; il cuore ha spazi illimitati per l'amore, e ciascun amore è una pietra preziosissima, breve o lunghissima che sia la sua durata. Grazie ancora per l'ascolto

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    3. Buongiorno.
      Volevo condividere il dolore immenso che ho nel cuore con tutti coloro che hanno perso il proprio cane.
      Mi sembra di soffocare all'idea di non rivedere piu' la mia piccola Goccia, dopo 14 anni di vita insieme. Una compagna insostituibile. Mi manca tutto di lei, e non riesco a capire se sto sognando o se è la realtà. Manca da solo un giorno e mi pare un'eternità... anche la casa è diversa, piu' fredda e distante e c'è tanto silenzio intorno....mi dà fastidio anche il sole che filtra dai vetri perchè penso che in giardino ci sarebbe stata lei, in giornate così, distesa sull'erba,,,mi sento cosi' triste come forse non ho mai provato in vita mia; ho affrontato altri lutti ma questo è diverso, piu' profondo e straziante.
      Lo dico in questa sede perchè so di trovare persone che possono comprendermi e non guardarmi invece come fossi una stupida che piange piu' per un cane che per una persona...
      Scusate ancora e grazie per la comprensione.

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    4. Capisco il tuo dolore e ti sono vicina; anche noi stiamo attraversando un terribile momento per il nostro amico a 4 zampe da poco scomparso. È dura e non è semplice in un periodo di festa come questo ... Noi in casa siamo tutti distrutti. È un dolore profondo e pulsante.

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    5. @anonimo, Grazie per la condivisione della sua storia con Goccia.

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  13. Siamo una famiglia "numerosa" Monica, papà Alessio, Adele la nostra bimba di 7 mesi, Roxy e Nala ... due meticce di 10 e 6 anni.
    Recentissimo per noi una grave lutto, la perdita del nostro vulcano di simpatia e affetto Stitch, uno Spitz di 3 anni. Avvelenato nel tentativo di entrare in casa per derubarci. Siamo distrutti, scossi e sconvolti da questa grave perdita.
    Vi scrivo perché in quanto "mamma" di casa ho il compito di prendermi cura di tutti i suoi abitanti ; nonostante ora non sappia più quello che è giusto fare. È giusto metabolizzare il lutto e far passare mesi o anni? È giusto accogliere un nuovo cucciolo per poter dare a lui tutto l'affetto che abbiamo ancora da regalare?
    La realtà è che forse abbiamo noi ancora tanto bisogno di Stitch e la sua perdita ha sconvolto ogni componente: Adele lo cerca ovunque pur essendo piccola, Nala lo veglia di giorno vicino al ciliegio di casa, lì dove Stitch riposa, Roxy piange sulla sua copertina trovata casualmente in casa, io e mio marito non ci diamo pace.
    Quello che mi chiedo è cosa posso fare io per sollevare tutti da questo tormento, vorrei poter togliere ad ognuno di loro il dolore che provano, ma non posso. Mi chiedo quindi se sia giusto o no accogliere un nuovo cucciolo? Ci sto pensando ...

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    1. Gentile Monica,
      quello che è "giusto" non lo so, mentre so quello che si può fare: prendersi tempo per "metabolizzare il lutto" come scrive bene lei.
      Ci vorrà il tempo che ci vuole, per tutti e per ciascuno a modo suo.
      L'importante è che ve lo prendiate, è un'occasione per ricordare Stitch, quello che ha dato alla vostra vita e alla vostra famiglia, per poter trasmettere la sua memoria al presente al futuro.
      Il lutto che state vivendo è come una ferita: non passa cercando di riempire il vuoto che si è creato, ma prendendosene cura.

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  14. Tuccio aveva solo sei mesi, era un gattino che aveva una gran voglia di vivere e si affidava a noi, alla nostra protezione...ci voleva un bene immenso, ci guardava con i suoi grandi occhi dolci quasi a ringraziarci ogni giorno per l'immenso amore che riceveva da noi...Tuccio aveva un cuore a rovescio disegnato sul petto...Quel cuoricino di pelo grigio non lo vedremo mai più...avrei dovuto proteggerlo quella maledetta sera del 26 novembre invece di lasciarlo uscire ...è morto investito...era ancora caldo quando l'ho trovato...non me lo perdonerò mai...ma LO AMERO' PER SEMPRE. Cristina

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  15. Gentile Cristina,
    essere stati amati (ed amare) tanto profondamente da qualcuno, anche se per poco tempo, ci protegge, anche quando non c'è più.

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  16. Ho perso a distanza di nove mesi l'uno dall'altro e nello stesso giorno i miei due gatti: la prima ,una gattina di 14 anni ed il secondo di soli 8 anni ma malato da tempo.Per me è stato devastante,come se mi fossero morti dei figli.Tornare a casa e non trovarli ad accogliermi,non vederli giocare insieme felici in giardino,non averli sulle ginocchia la sera e nel fondo del letto è un grande dolore che mi soffoca giorno per giorno e non tende a diminuire.Ripenso a tutto l'amore che mi hanno dato e mi chiedo se sono stata capace in questo percorso a ritroso di aver dimostrato loro che li amavo,se l'hanno capito.Poi i sensi di colpa non mi abbandonano...avrei potuto...avrei fatto meglio se...L'animale non parla,sei tu ,umano,che devi dare voce ai suoi bisogni,alle sue richieste,senza tuttavia interferire troppo sulla natura dell'esserino che hai con te,che ti ha scelto,rispettando il suo istinto.Nonostante mi sia detta dopo la prima morte,con il secondo cercherò di fare più attenzione,non voglio fare errori di valutazione..La sofferenza è arrivata inaspettata,così come la morte...Nel giro di 4 giorni ci ha lasciato,e anche con lui non ho saputo decidere se era meglio alleviare le sue sofferenze,o stargli vicino fino all'ultimo respiro. Ora ho paura ad accogliere un altro animale,ho paura del dolore del distacco,anche se razionalmente so che il bene che si ha e si riceve val bene tutto il dolore e la sofferenza che la separazione della morte genera.So che chi ha provato tutto questo mi capirà,solo chi ha imparato ad amare da queste creature riesce a comprendere il mio sfogo.

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    1. Grazie di aver condiviso questa sua esperienza preziosa di vita con i suoi gatti.

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  17. Buon pomeriggio, io anzi noi io e i miei figlia abbiamo appena seppellito Charly il nostro pastore tedesco a cui abbiamo sempre dato ranto amore e tante cure in cambio del suo amore immisurabile come nessun umano può mai dare.
    Colpito a 9 anni di cancro fulminante nel giro di 10 giorni, quando proprio abbiamo capito che non voleva più soffrire, daccordo col veterinario abbiamo preso la decisione di mettere fine alle sue sofferenze con lo scrupolo di mettere fine anche alle nostre vedendolo così triste e silenziosamente e dignitosamente col suo dolore. Da cucciolo è stato accolto dalla nostra meticcia Lilly che ora ha 16 anni e acciaccatissima vista l'età. Abbiamo deciso che il luogo dell'ultimo viaggio di Charly doveva essere a casa e così è stato fatto. Sento così la sua presenza, sento che qualcosa di lui è rimasto oltre ai bei ricordi ancora nella nostra casa.
    Io soffro da morire ho iniziato ad avere delle crisi di ansia e panico e i miei figli come me sono distrutti dal dolore che quell'eterno bambinone ora non c'è più. Lilly fino a quando il suo compagno di un pezzo di vita è stato in casa era lì che lo vegliava, ma ieri sera al momento della seppellitura, quando ha visto che lo stavamo portando via, si è affacciata al balcone e ha iniziato a piangere... che strazio. Offi tornando a casa da lavorare ha aspettato me per consumare il suo pasto e non mi lascia sola un attimo. Ha lo sguardo triste e io sono disperata non solo per la perdita del mio cucciolone ma anche perchè vivo il suo dolore.
    Scusi del lungo sfogo ma ne ho bisogno e volevo ricordare a tante persone che non amano gli amici "figli" a quattro zampe o meno che non sono delle "bestie" ma semplicemente delle GRANDI ANIME. Grazie.

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    1. Grazie Mariarosaria per aver condiviso qui la sua esperienza di vita con Charly. Le mie sincere condoglianze.

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