Quando muore un animale domestico

gallucci psicologo torino

In memoria di Mirta (1999-2014)

Quando si perde un animale domestico (cani, gatti, roditori, uccelli, pesci ...), il dolore è una risposta normale e fisiologica al lutto.

Molto spesso l'animale è considerato un amico, un compagno, un membro della famiglia, e la sua morte è intensamente dolorosa, soprattutto se rappresentava la principale fonte di compagnia.

In un recente studio americano sulle principali cause di depressione, gli intervistati hanno indicato, tra le prime 5 posizioni, la perdita del proprio animale. Questo rende bene l’idea dell’impatto emotivo che può avere questo evento.

Nella nostra società, poi, spesso la perdita di un animale è vista come una perdita relativa, non intensa come altri tipi di lutto, e magari può essere sminuita o banalizzata: le persone si possono sentir dire che “Era solo un animale domestico”, oppure "Puoi sempre prenderne un altro" e si aspettano che la sofferenza svanisca in un soffio.

In realtà il lutto per un animale domestico è carico di significati e aspetti specifici che caratterizza il legame tra persona e animale.
L’animale è dipendente dall'essere umano, e proprio per questo motivo la sua presenza è pressoché costante sia sul piano reale, sia su quello affettivo (ci si “deve” ricordare di lui, comprare il cibo, accudirlo, curarlo, portarlo fuori).

Gli animali non giudicano, ci accettano come siamo, ci amano senza vincoli. La relazione con loro raramente presenta situazioni di vero conflitto. Il legame emotivo che si crea, dunque, è particolarmente intenso, poiché l'animale ha spesso ha una vita dipendente dalla nostra, vive totalmente immerso nel nostro mondo.

Inoltre, le persone sono e si sentono responsabili per lui e spesso devono decidere anche della sua morte.
Relazionarsi con gli animali di compagnia implica infatti fare i conti col fatto che hanno un'aspettativa di vita inferiore, relativamente breve rispetto alla nostra, ed è inevitabile vederli invecchiare, ammalarsi e morire.

Infine, è importante non sottovalutare che spesso la perdita di un animale può riattivare esperienze precedenti di lutto e inevitabilmente porta a confrontarci con la paura della nostra stessa morte.

Il dolore è in genere maggiore per le persone sole, che non hanno nessuno con cui condividere i propri sentimenti e per le quali l'animale era la fonte principale o unica di affetto, amicizia, compagnia.
Non si perde solo un animale amato, una fonte di conforto e di compagnia, di amore incondizionato, di divertimento e di allegria, ma anche una parte importante della nostra stessa esistenza.

Ecco perchè non c'è nulla di sciocco o troppo sentimentale nel piangere e soffrire per la morte di un animale domestico.

Cosa si può provare
Il tempo e i modi di sperimentare il lutto variano naturalmente da persona a persona. Come per altre situazione di perdita, si possono provare differenti emozioni nel processo di elaborazione del lutto:
  • Il rifiuto e la negazione iniziale rendono difficile accettare che l'animale è veramente deceduto, bisogna fare i conti con i ritorni a casa, con l'assenza. È possibile ripensare in continuazione all'animale morto, rievocando i ricordi più volte nella mente, si può anche pensare di vederlo, sentirlo, parlarci come se fosse ancora presente.
  • La tristezza e la depressione sono conseguenze naturali del dolore, che possono lasciare impotenti di fronte ai sentimenti.
  • La rabbia, più o meno giustificata, può essere rivolta alla malattia che ha ucciso l'animale, a lui stesso, al veterinario, ai familiari che sembra non comprendono, a Dio, a sè stessi ...
  • Il senso di colpa si può verificare se ci si sente responsabili della morte del proprio animale, ("Se solo fossi stato più attento", “Cosa avrei potuto fare per salvarlo?”), o abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, in merito alla malattia o alla morte stessa.

Come poter affrontare la perdita
Il primo passo è quello di essere onesti e riconoscere i propri sentimenti, considerarli legittimi e meritevoli di sostegno, senza sentirsi imbarazzati o inadeguati.

Bloccare il dolore, il pianto, i sentimenti di rabbia o di colpa non li fanno andare via.

Esprimere ciò che sentiamo, anche se difficile, è fondamentale. Ci aiuta a superare la perdita e andare avanti. È necessario provarlo il dolore per poterlo superare.
La negazione non fa altro che ritardare il processo di elaborazione e lascia conflitti sospesi, che possono manifestarsi più in là nel tempo.

Parlare dei sentimenti che si provano con un'altra persona è uno dei modi migliori per metterli in prospettiva e trovare il modo di affrontarli.
Parlare di come ci sentiamo con qualcuno (amico, familiare, professionista dell'ascolto) che possa capirci ed ascoltarci senza giudicarci.

Ci sono molti modi per esprimerli e onorare la memoria di un animale domestico: scrivere o creare un album con le sue foto, fare volontariato o una donazione a un'associazione benefica che si occupa di animali, creare un rito che permetta di ricordare l'animale in maniera simbolica per dare un significato e un momento di contenimento alle emozioni del lutto.

Il percorso psicologico del lutto si pone come luogo di ascolto e accoglienza in cui contenere e rendere comunicabile il dolore, e successivamente aiutare la persona ad elaborare la perdita e il senso che ha nella nostra vita.

Il lutto non guarisce (anche perchè non è una malattia, anche se può diventarlo), può solo decantare e avvicinarsi all'accettazione.
Quando il pianto lascia il posto ai ricordi, quando si ha un moto di serenità vedendo magari una foto di un pezzo di vita insieme.

Cosa ne pensate? Potete lasciare qui sotto i vostri commenti, storie, esperienze.

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