Fare i conti con la rabbia nel lutto

Molti si aspettano di provare solo tristezza quando muore qualcuno, ma forse non si aspettano di sentirsi arrabbiati.
La rabbia tuttavia è una normale componente del processo del lutto, una fase che bisogna attraversare per elaborare la perdita.
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Forse ti senti arrabbiato perchè pensi che non sia giusto che la persona sia morta, se la sua morte era evitabile oppure è stata causata dalla negligenza o errore di qualcuno altro.

Nei momenti di rabbia potresti dare la colpa a qualcuno o a qualcosa. Le accuse potrebbero ovviamente essere giustificate, in particolar modo se la persona è morta a causa delle azioni o della malvagità di qualcuno, o nei casi estremi in cui la persona sia stata ad esempio assassinata o morta per un attacco terroristico.

Ma l'attribuzione di responsabilità in certi casi può essere non giustificata. Il bisogno di trovare un responsabile della morte può essere un modo per cercare di dare un senso a una situazione sconvolgente e considerata assurda.

La rabbia, oltre che verso gli altri, può essere rivolta contro te stesso. Puoi sentirti colpevole per la tua impotenza ("Non sono riuscito a salvarlo").
È un senso di amarezza e inadeguatezza comune ad esempio tra i genitori di bambini morti, come se non fossero riusciti a proteggerli e salvarli.
O nei casi di suicidio, quando una persona pone fine deliberatamente alla propria vita, il senso di impotenza tra parenti e amici può essere forte ("Se solo l'avessi ascoltato di più, se mi fossi accorto di quanto stava male").

La rabbia può poi rivolgersi anche verso il defunto: come nel caso di un partner che può sentirsi abbandonato dal coniuge morto ("Come ha potuto lasciarmi da solo? Perchè proprio ora? Perchè è successo a me?").

Per i credenti, la rabbia può essere indirizzata verso Dio ("Perchè Dio ha permesso questo anche se ho pregato tanto? Come può lasciar soffrire le persone?").
In altri casi, la rabbia è diretta semplicemente nei confronti della vita, della precarietà dell'essere umano ("Non è giusto, non ha senso").

Provare sentimenti di dolore e rabbia è quindi comune e fisiologico, ma può essere complicato e disorientante. Forse non riesci a capire perchè sei arrabbiato. Forse ti senti solo scontroso e irritabile, e ti ritrovi a reagire bruscamente nei confronti di parenti, amici o colleghi, ogni piccola cosa ti rende suscettibile.

Chi ti sta intorno potrebbe trovare la tua rabbia difficile da comprendere e gestire. Può sembrar loro più semplice consolarti nei momenti di tristezza che nelle fasi di rabbia.

Se soffri per un lutto che coinvolge più persone di una famiglia, è probabile litigare con gli altri familiari più del solito.
Spesso, dopo un decesso, dinamiche o sentimenti già presenti nella storia familiare emergono amplificati. Le tensioni in famiglia possono acutizzarsi a causa di denaro, questioni di proprietà o testamento, o possono riemergere gelosie o rancori mai sopiti, questioni emotive irrisolte.

Cosa si può fare
Puoi trovare dei modi per permettere di scaricare in maniera salutare e sicura le forti emozioni negative e distruttive che si provano, senza venire giudicati e senza sentirsi dire di comportarsi in modo diverso.

Potrebbe essere utile innanzitutto provare a capire verso chi si rivolge la tua rabbia.
Puoi provare a scrivere una lista che inizia con "Sono arrabbiato con ... perchè ...".
Potresti:
- lanciare pietre in un lago o un fiume,
- tirare pugni ai cuscini,
- raggiungere un luogo lontano e isolato dove poter urlare,
- mettere una sedia in una stanza e immaginare che vi sia seduta la persona o la cosa con cui sei arrabbiato a cui dire tutto ciò che vorresti dirle.

Prova a spiegare come ti senti, cosa provi, esprimi ciò che hai dentro. Cerca qualcuno che ti ascolti senza dirti che si tratta di un sentimento fuori luogo o inappropriato.
È giusto parlare, condividere e fare domande, anche quelle a cui non si riesce a rispondere.
Perchè la rabbia non è un sentimento "sbagliato", non significa che si è "cattivi", ma è una reazione normale e salutare di fronte alla morte di qualcuno.

Cosa ne pensi? Hai avuto un'esperienza di rabbia da lutto?

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