Come ultimo post del blog di augurio di Buon anno nuovo, ho pensato di condividere un famoso raccontino.
Chiamami per un appuntamento al numero 338.4501303
La difficile arte del perdono
Anche se dal punto di vista etico o religioso tutti possono essere d’accordo in principio sul perdono, non tutti sono predisposti a metterlo in pratica: quando subiamo un’offesa, un torto o un tradimento proviamo immediatamente emozioni negative di rabbia e risentimento e la reazione più frequente è di tipo aggressivo, etero o auto-diretta.
L’aggressività nei confronti dell’offensore si esprime nel desiderio di vendetta.
Nei comportamenti autoaggressivi ci si può invece punire per esempio per non aver saputo prevedere i comportamenti dell’altro: si può provare vergogna (specialmente se il torto è di dominio pubblico) e la delusione è più forte quando c’è un legame profondo di affetto o di amore.
A un’analisi approfondita però, sappiamo che il desiderio di vendetta, anche se è una reazione naturale e istintiva, non porta ad un effettivo risarcimento dal torto subito: contrariamente a quanto si pensa, la vendetta non aiuta ad alleviare il dolore provato nell'aver subito un’ingiustizia in quanto la vittima rimane focalizzata sull'accaduto, rimugina continuamente su come "farla pagare", alimentando ulteriormente un circolo vizioso senza fine di emozioni negative.
Un modo per uscirne dunque potrebbe essere il perdono.
L’aggressività nei confronti dell’offensore si esprime nel desiderio di vendetta.
Nei comportamenti autoaggressivi ci si può invece punire per esempio per non aver saputo prevedere i comportamenti dell’altro: si può provare vergogna (specialmente se il torto è di dominio pubblico) e la delusione è più forte quando c’è un legame profondo di affetto o di amore.
A un’analisi approfondita però, sappiamo che il desiderio di vendetta, anche se è una reazione naturale e istintiva, non porta ad un effettivo risarcimento dal torto subito: contrariamente a quanto si pensa, la vendetta non aiuta ad alleviare il dolore provato nell'aver subito un’ingiustizia in quanto la vittima rimane focalizzata sull'accaduto, rimugina continuamente su come "farla pagare", alimentando ulteriormente un circolo vizioso senza fine di emozioni negative.
Un modo per uscirne dunque potrebbe essere il perdono.
Bulli e pupe. Conoscere e combattere il bullismo omofobico
Ripropongo qui un estratto (a cui aggiungo link e libri di approfondimento) del mio intervento al dibattito "Ma di che gender stiamo parlando" organizzato a Torino il 22 ottobre 2015 da Altrapsicologia, con il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, della Città di Torino e la partecipazione di molte altre associazioni.
Slide gratuite e scaricabili qui
Slide gratuite e scaricabili qui
![]() |
| Tratto dal film "Billy Elliot" (2000) |
Etichette:
adolescenza,
bullismo,
educazione,
gender,
genere,
genitori,
insegnanti,
omofobia,
omosessualità,
orientamento sessuale,
ragazzi,
scuola
Come evitare le delusioni
Quante volte capita di essere delusi?
Da una persona, da una situazione, da qualcosa ...
Può succedere una volta singola, oppure più volte in modo ripetuto, come se fosse un copione.
Guardare fuori, guardarsi dentro. Riflessioni su fotografia e psicologia
"Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere" (Henri Cartier-Bresson)
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere Davide Pellegrino, un fotografo che mi ha contattato per un documentario.
Da quell'incontro sono nate alcune riflessioni sul significato psicologico della fotografia e del fotografare, che condivido in questo post.
Perché quindi fotografiamo? Cosa ci spinge a conservare le fotografie nei nostri album reali o virtuali? Qual è il senso e i meccanismi psicologici del fare (e vedere) una fotografia?
Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere Davide Pellegrino, un fotografo che mi ha contattato per un documentario.
Da quell'incontro sono nate alcune riflessioni sul significato psicologico della fotografia e del fotografare, che condivido in questo post.
Perché quindi fotografiamo? Cosa ci spinge a conservare le fotografie nei nostri album reali o virtuali? Qual è il senso e i meccanismi psicologici del fare (e vedere) una fotografia?
Rabbia: 5 cose da sapere
"Tenersi dentro la rabbia è come bere del veleno e aspettarsi che muoia qualcun'altro".
La rabbia è una delle emozioni primarie di cui siamo dotati per affrontare il mondo che ci circonda.
Ma spesso tendiamo a considerarla come un’emozione negativa da reprimere e soffocare, inopportuna, pericolosa e associata all'aggressività.
In realtà identificarla, capirla e imparare a utilizzarla al meglio è una delle cose fondamentali per star bene con sè stessi e gli altri.
La rabbia è una delle emozioni primarie di cui siamo dotati per affrontare il mondo che ci circonda.
Ma spesso tendiamo a considerarla come un’emozione negativa da reprimere e soffocare, inopportuna, pericolosa e associata all'aggressività.
In realtà identificarla, capirla e imparare a utilizzarla al meglio è una delle cose fondamentali per star bene con sè stessi e gli altri.
Di seguito ho elencato 5 caratteristiche della rabbia, per conoscere meglio questa emozione e a trovare soluzioni più efficaci per gestirla.
'Il vecchio professore' di Wislawa Szymborska
![]() |
| M. C. Escher, "Mani che si disegnano" (1948) |
Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.
È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.
È la più mortifera di tutte le illusioni
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.
Ho letto troppi libri di storia
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.
Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio alla figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.
Lavoro
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora.
Alcuni miei ex assistenti,
la signora Ludmilla, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all'estero,
due signore della biblioteca, entrambe sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco Aurelio
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della salute e del suo morale.
Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non aver sentito
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.
Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.
È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.
È la più mortifera di tutte le illusioni
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.
Ho letto troppi libri di storia
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.
Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio alla figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.
Lavoro
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora.
Alcuni miei ex assistenti,
la signora Ludmilla, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all'estero,
due signore della biblioteca, entrambe sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco Aurelio
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della salute e del suo morale.
Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non aver sentito
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.
Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.
Se ti è piaciuto questo post e vuoi essere sempre aggiornato su argomenti che esplorano il benessere psicologico ed emotivo, puoi seguirmi sulla mia Pagina Facebook oppure scrivermi una email a pierluigi.gallucci@gmail.com
Le leggi delle emozioni
Perchè proviamo ciò che proviamo?
Le ricerche psicologiche di Nico Frijda hanno rivelato che le nostre emozioni seguono alcune regole generali, 12 leggi che ne governerebbero il funzionamento.
Anche se, come per ogni legge che si rispetti, esistono delle eccezioni, mi sembrano delle buone linee guida generali, una mappa sulle nostre esperienze emotive di ogni giorno a cui magari non facciamo tanto caso.
Le ricerche psicologiche di Nico Frijda hanno rivelato che le nostre emozioni seguono alcune regole generali, 12 leggi che ne governerebbero il funzionamento.
Anche se, come per ogni legge che si rispetti, esistono delle eccezioni, mi sembrano delle buone linee guida generali, una mappa sulle nostre esperienze emotive di ogni giorno a cui magari non facciamo tanto caso.
![]() |
| Dal fumetto "Calvin e Hobbes" |
Etichette:
benessere,
cambiamento,
dolore,
emozioni,
intelligenza emotiva,
lutto,
morte,
nico frijda,
paura,
rabbia,
relazioni,
sentimenti,
tristezza
Cosa sappiamo sulle emozioni
Nel mio lavoro mi capita spesso di parlare di emozioni, un po' perchè sono una delle principali dimensioni della vita, un po' perchè sono oggetto e strumento del lavoro psicologico, un po' perchè spesso le persone le conoscono poco o credono di conoscerle o non le riconoscono affatto prima di tutto in sè stesse.
Esaminarle nella propria vita può aiutarci a sviluppare la nostra "intelligenza emotiva", la nostra capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le nostre emozioni e quelle delle persone con cui ci relazioniamo.
Esaminarle nella propria vita può aiutarci a sviluppare la nostra "intelligenza emotiva", la nostra capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le nostre emozioni e quelle delle persone con cui ci relazioniamo.
L'ideologia gender e l'ortopedia del desiderio
Etichette:
gender,
genere,
identità di genere,
identità sessuale,
omofobia,
omogenitorialità,
omosessualità,
orientamento sessuale,
sesso,
terapie riparative,
trans,
transessualità,
transgender
9 falsi miti sulla figura dello psicologo a cui molte persone ancora credono
Anche se la cultura psicologica è sempre più diffusa, sono presenti ancora molti luoghi comuni sulla figura dello psicologo: il medico dei matti, lo "strizzacervelli”, quello che ti psicoanalizza, una persona di buon senso che ti consiglia, ti ascolta senza dire nulla, ti fa sfogare... Ne viene fuori un mix tra il medico, il cartomante, l'amico, l’interprete dei sogni, il guru che dispensa pillole di saggezza a richiesta...
Oggi le persone sono più informate sull'importanza di affrontare le problematiche psicologiche, individuali o di coppia, con l’aiuto di un professionista qualificato.
Chi ha intrapreso un percorso terapeutico e ne è soddisfatto, lo consiglia a chiunque (“Lo dovrebbero fare tutti”); chi ha avuto una brutta esperienza se la prende con tutta la categoria; e ci sono persone per le quali invece chiedere aiuto può essere difficile, per diversi motivi alimentati da paure e preconcetti.
Oggi le persone sono più informate sull'importanza di affrontare le problematiche psicologiche, individuali o di coppia, con l’aiuto di un professionista qualificato.
Chi ha intrapreso un percorso terapeutico e ne è soddisfatto, lo consiglia a chiunque (“Lo dovrebbero fare tutti”); chi ha avuto una brutta esperienza se la prende con tutta la categoria; e ci sono persone per le quali invece chiedere aiuto può essere difficile, per diversi motivi alimentati da paure e preconcetti.
Il risultato è spesso che chi ha bisogno di aiuto non lo chiede, o aspetta molto tempo prima di rivolgersi ad uno specialista quando ormai i problemi psicologici sono diventati cronici e compromettono in modo significativo diversi ambiti della vita quotidiana.
Provo allora a sfatare alcuni dei falsi miti che girano sul mio lavoro, a cui molti ancora credono.
Provo allora a sfatare alcuni dei falsi miti che girano sul mio lavoro, a cui molti ancora credono.
![]() |
| Escher, "Autoritratto su una sedia" |
Etichette:
ansia,
benessere,
cambiamento,
consapevolezza,
consigli,
depressione,
difficoltà,
dolore,
emozioni,
empatia,
gallucci,
psicoanalista,
psicologia,
psicologo,
psicoterapeuta,
salute,
sentimenti
Lettera a una madre americana (Sigmund Freud)
Nel 1935, il padre della psicoanalisi Sigmund Freud scrisse una lettera di risposta a una madre che lo aveva contattato per sapere se fosse in grado di curare l'omosessualità del figlio.
La propongo qui in versione integrale, in una mia traduzione, perché credo dia un'immagine di Freud sul tema dell'omosessualità ben diversa da certi sviluppi di psicoanalisi successiva che hanno preso la forma di cosiddette terapie riparative.
Nel 1951 questa lettera fu inviata in forma anonima all'"American journal of psychiatry" come gesto di riconoscenza verso Freud per averla aiutata ad accettare l'omosessualità del figlio. In Italia uscì nel 1953 nella "Vita e opere di Sigmund Freud" scritta da Ernest Jones.
La propongo qui in versione integrale, in una mia traduzione, perché credo dia un'immagine di Freud sul tema dell'omosessualità ben diversa da certi sviluppi di psicoanalisi successiva che hanno preso la forma di cosiddette terapie riparative.
Etichette:
freud,
gay,
identità sessuale,
omofobia,
omosessualità,
orientamento sessuale,
psicoanalista,
psicologia,
psicologo,
psicoterapeuta,
sesso,
terapie riparative
La mia vita (di Oliver Sacks)
Oliver Sacks, 81enne neurologo britannico, è conosciuto in tutto il mondo come autore di numerosi libri in cui ha raccontato la sua esperienza medica con pazienti affetti da danni neurologici.
Citiamo per esempio “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” oppure Risvegli, in cui raccontava di alcuni pazienti affetti da encefalite letargica che brevemente erano usciti dal loro stato catatonico (nel 1990 uscì anche il film omonimo con Robin Williams e Robert De Niro).
Sacks ha recentemente scoperto di avere un tumore in fase terminale e ha scritto una lettera aperta pubblicata sul New York Times. La mia traduzione del testo integrale.
Etichette:
cancro,
consapevolezza,
cure palliative,
dolore,
emozioni,
gratitudine,
lutto,
malattia,
medicina,
morte,
oliver sacks,
oncologia,
psiconcologia,
rimpianto,
salute,
tempo,
tumori
La storia dei cani allo specchio
Mi sono imbattuto in una storiella attribuita al Buddha, che condivido qui perchè ha un suo spunto psicologico interessante.
Etichette:
animale domestico,
benessere,
cambiamento,
cane,
consapevolezza,
emozioni,
felicità,
pensiero,
rabbia,
racconti terapeutici,
relazioni,
specchio
Starbene: eppure si parla ancora di omofobia
Un mio breve intervento su omosessualità, omofobia e terapie riparative sul settimanale Starbene in edicola.
Sono soddisfatto di aver potuto dare in poco spazio informazioni chiare, semplici e corrette su una rivista così diffusa.
Sono soddisfatto di aver potuto dare in poco spazio informazioni chiare, semplici e corrette su una rivista così diffusa.
Se ti è piaciuto questo post e vuoi essere sempre aggiornato su argomenti che esplorano il benessere psicologico ed emotivo, puoi seguirmi sulla mia Pagina Facebook oppure scrivermi una email a pierluigi.gallucci@gmail.com
Etichette:
benessere,
gallucci,
gay,
identità sessuale,
omofobia,
omosessualità,
orientamento sessuale,
psicologo,
psicoterapeuta,
terapie riparative
Perchè le terapie riparative sono inutili (e dannose)
“L’impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale non offre prospettive di successo molto migliori dell’impresa opposta” (S. Freud, 1920)
A parte l'imbarazzo per l'arretratezza dell'immagine politica, sociale e culturale che ne viene fuori, a livello internazionale per giunta, direi che, come psicologi, sulle terapie riparative per l’omosessualità non si può tacere e vale spendere qualche parola su cosa sono e come (non) funzionano.
Etichette:
gay,
identità sessuale,
lesbiche,
omofobia,
omosessualità,
orientamento sessuale,
psicoanalista,
psicologia,
psicologo,
psicoterapeuta,
relazioni,
sentimenti,
sesso,
terapie riparative
Ti auguro il tempo
Etichette:
aforismi terapeutici,
anno nuovo,
benessere,
buoni propositi,
cambiamento,
capodanno,
emozioni,
felicità,
obiettivi,
poesia,
racconti terapeutici,
relazioni,
sentimenti,
stagioni,
tempo
Buon anno
Capodanno è sempre un momento carico di aspettative, perchè si volta pagina non solo al calendario: si chiude un anno vecchio e uno nuovo si apre alla possibilità di rinnovamento e miglioramento.
Il nuovo anno, in genere, porta entusiasmo, voglia di novità e di fare.
Ma c’è anche chi vive l’arrivo del nuovo anno, carico di ansia e depressione per i sogni non realizzati.
Etichette:
anno nuovo,
ansia,
benessere,
buoni propositi,
cambiamento,
capodanno,
depressione,
difficoltà,
emozioni,
felicità,
ferite,
Natale,
obiettivi,
relazioni,
sentimenti,
stagioni,
stress,
tempo,
vacanze
Fuga dal Natale
Natale, tempo di regali, vetrine luccicanti, alberi e presepi da addobbare, famiglie e bambini felici.
Ma non per tutti è così ...“Il Natale mi dà solo tristezza”
“Con tutto questo correre per i regali mi sembra solo una festa consumistica”
“A Natale mi sento ancora più solo”
“Vorrei svegliarmi direttamente il 7 gennaio”.
Etichette:
anno nuovo,
ansia,
benessere,
buoni propositi,
cambiamento,
depressione,
difficoltà,
dolore,
emozioni,
famiglia,
felicità,
Natale,
regali,
relazioni,
sentimenti,
stress,
tempo,
vacanze
Come aiutare una persona depressa
La depressione è una malattia che si cura, non un semplice stato di tristezza e deve essere trattata come tale: per questo è importante identificarne presto le cause e ricorrere all'aiuto di uno specialista, medico o psicoterapeuta.
La depressione interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali: chi è depresso si sente solo e non amato, anche quando è circondato da familiari e amici.
Il depresso desidera l’affetto degli altri, ma allo stesso tempo tende a respingerli, isolandosi o svalutando quello che gli altri fanno per lui.
La depressione interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali: chi è depresso si sente solo e non amato, anche quando è circondato da familiari e amici.
Il depresso desidera l’affetto degli altri, ma allo stesso tempo tende a respingerli, isolandosi o svalutando quello che gli altri fanno per lui.
Etichette:
benessere,
cambiamento,
comunicazione,
consigli,
depressione,
difficoltà,
dolore,
emozioni,
empatia,
relazioni,
senso di colpa,
sentimenti
Iscriviti a:
Post (Atom)




















