Lettera a una madre americana (Sigmund Freud)

Nel 1935, il padre della psicoanalisi Sigmund Freud scrisse una lettera di risposta a una madre che lo aveva contattato per sapere se fosse in grado di curare l'omosessualità del figlio.

Nel 1951 questa lettera fu inviata in forma anonima all'"American journal of psychiatry" come gesto di riconoscenza verso Freud per averla aiutata ad accettare l'omosessualità del figlio. In Italia uscì nel 1953 nella "Vita e opere di Sigmund Freud" scritta da Ernest Jones.

La propongo qui in versione integrale, in una mia traduzione, perché credo dia un'immagine di Freud sul tema dell'omosessualità ben diversa da certi sviluppi di psicoanalisi successiva che hanno preso la forma di cosiddette terapie riparative.

 gallucci psicologo torino

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Ecco il testo integrale.

Cara signora X,
deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiederle perché lo evita? 
L'omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, nè una degradazione, nè può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variante della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, e tra di loro c'erano grandi uomini (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc).
È una grande ingiustizia perseguitare l'omosessualità come un crimine, ed anche una crudeltà. Se lei non mi crede, legga i libri di Havelock Ellis. 
Mi chiede se posso aiutarla, intendendo dire, suppongo, se posso sopprimere l'omosessualità e fare in modo che al suo posto subentri la normale eterosessualità. La risposta è, in linea generale, che non possiamo promettere di ottenere questo. 
In un certo numero di casi riusciamo a sviluppare i germi congelati delle tendenze eterosessuali, che sono presenti in ogni omosessuale, ma nella maggior parte dei casi non è possibile. Dipende dal tipo e dall'età dell'individuo. Il risultato del trattamento non può essere previsto. 
Quello che l'analisi può fare per suo figlio è invece un'altra cosa. Se lui è infelice, nevrotico, lacerato da conflitti, inibito nella sua vita sociale, l'analisi può portargli armonia, pace della mente, piena efficienza, sia che rimanga omosessuale o che cambi. 
Se lei dovesse decidere che egli debba venire in analisi da me (e io non mi aspetto che lei lo decida!) dovrebbe venire lui a Vienna, non ho intenzione di spostarmi da qui. In ogni caso non si dimentichi di darmi una risposta. 
Cordiali saluti con i migliori auguri,
Freud 
Post Scriptum
Non ho trovato difficoltà a leggere la sua scrittura. Spero che lei non trovi la mia scrittura e il mio inglese difficile da leggere.


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