"Voglio sapere" (poesia indiana)

Mi sono imbattuto in questa poesia della tribù indiana degli Oriah del 1890.
Mi fa piacere condividerla perchè l'ho trovata molto suggestiva e intensa anche dal punto di vista psicologico.

gallucci psicologo torino

"Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore. 
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l'amore,
per i sogni,
per l'avventura di essere vivo. 
Non voglio sapere quali pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro. 
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo,
se puoi ballare pazzamente e lasciare l'estasi riempirti fino alla punta delle dita,
senza cautela, senza realismo e senza pensare alle limitazioni degli esseri umani. 
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera,
voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l'accusa di un tradimento e non tradire la tua anima. 
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia. 
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni,
se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza. 
Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, il tuo o il mio,
e continuare a gridare all'argento di una luna piena. 
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini. 
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare fin qui,
voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco senza retrocedere. 
Non voglio sapere cosa hai studiato, con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l'ha fatto. 
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai in quei momenti vuoti".

Cosa ne pensi? Ti è piaciuta?
A me ha colpito molto, tra gli altri, il punto in cui recita "voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l'ha fatto".
E a te quale passaggio ha colpito di più?

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Quando muore un animale domestico

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In memoria di Mirta (1999-2014)

Quando si perde un animale domestico (cani, gatti, roditori, uccelli, pesci ...), il dolore è una risposta normale e fisiologica al lutto.

Molto spesso l'animale è considerato un amico, un compagno, un membro della famiglia, e la sua morte è intensamente dolorosa, soprattutto se rappresentava la principale fonte di compagnia.

In un recente studio americano sulle principali cause di depressione, gli intervistati hanno indicato, tra le prime 5 posizioni, la perdita del proprio animale. Questo rende bene l’idea dell’impatto emotivo che può avere questo evento.

Fare i conti con la rabbia nel lutto

Molti si aspettano di provare solo tristezza quando muore qualcuno, ma forse non si aspettano di sentirsi arrabbiati.
La rabbia tuttavia è una normale componente del processo del lutto, una fase che bisogna attraversare per elaborare la perdita.

Eppure, sentire

Mi piace il verbo sentire.
Sentire il rumore del mare, sentirne l'odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente...
(Alda Merini)

Lutto: il primo impatto con la morte

"E' come se avessi inserito il pilota automatico. Mi sono chiuso in me stesso, come in una bolla, come se le mie emozioni fossero congelate". (Paolo, un paziente)

Come ho scritto in altri post, quando qualcuno ci lascia, possiamo reagire in modi diversi.

Cosa (e dove) stai cercando? La storia del tesoro sepolto

Dedicato a tutti coloro che sognano e desiderano, che si immergono nelle domande e cercano risposte.

C’era una volta, nella città di Cracovia, un vecchietto pio e altruista che si chiamava Izy. Per diverse notti di seguito, Izy sognò di andare a Praga e di arrivare fino ad un ponte sopra un fiume. Sognò che sulla riva del fiume, sotto al ponte, c’era un grande albero frondoso. E sognò di scavare una buca accanto all'albero e di trovare un tesoro che gli avrebbe portato il benessere e la tranquillità per tutta la vita.

Esprimere le emozioni nel lutto

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La parola lutto generalmente si associa alla morte di una persona cara.

Ma altre perdite (come la fine di una storia d'amore, la perdita del lavoro, un trauma o la perdita di una qualsiasi forma di relazione con qualcuno o qualcosa) possono causare emozioni simili a quelle che si provano per la morte di qualcuno.
Puoi sentirti "in lutto" anche se non è morto nessuno.

Come comunicare meglio on line (ed evitare di arrabbiarsi inutilmente)

Sempre più, volenti o nolenti, utilizzano quotidianamente strumenti di comunicazione on line, siamo (iper?)connessi con la rete, per studio, lavoro, nella vita privata.
Chiunque di noi ha esperienza di forum, e-mail, sms, chat o social network di qualche tipo.
Quanto spesso ci accade che discussioni che iniziano tranquille e innocue si trasformino in veri e propri litigi (in gergo flame)? Perchè succede?

Perché l’amore è cieco?

Dopo il post sugli ingredienti che rendono viva una relazione d'amore, condivido per San Valentino una storiella letta di recente sull'amore (cieco) e la follia che gioca a nascondino ...

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Si racconta che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la follia, come sempre un po’ folle, propose: “Giochiamo a nascondino!”.

I lati dell'amore. Il triangolo di Sternberg

Ci sono uomini/donne con cui è piacevole intrattenere conversazione.
Altre persone con cui è bello condividere un film o un concerto. O una vita intera.
Altri ancora con cui scatta solo il desiderio di passarci una notte insieme.

Sono diverse forme dell'amore, tema da sempre al centro dell'attenzione e della riflessione dell'uomo, anche dal punto di vista psicologico.
Lo psicologo statunitense Robert Sternberg, in particolare, ha elaborato un’interessante teoria su quali sono le 3 componenti essenziali e le possibili configurazioni di questo sentimento.

L'importanza di affrontare le difficoltà: la storia della farfalla

Le difficoltà fanno parte della vita.
Dirlo è un ovvietà su cui si è cimentata anche la filosofia, ed è un principio universale presente anche in natura (ad esempio i diamanti si formano sotto la pressione della Terra, e animali e piante sopravvivono adattandosi alle difficoltà dell'ambiente in cui vivono), a cui l'uomo non può sottrarsi.

A volte desideriamo solo una vita senza problemi, raggiungere i nostri obiettivi senza troppa fatica, vorremmo una vita perfetta, dove tutto fila liscio.
Problemi ed ostacoli non vanno certo cercati apposta, ma cercare di sfuggire loro è un'illusione.

Soprattutto quando ci si trova ad affrontare un periodo difficile, quando ogni sforzo sembra inutile, rifletto sulla storia della farfalla.

Conoscersi con la finestra di Johary

Ognuno ha un’immagine di sè reale o costruita, ideale, nota o nascosta: ciò che comunichiamo agli altri e al mondo esterno è quello che desideriamo, ma ci può essere anche un livello inconsapevole.
Quante volte capita di sentirsi persone simpatiche mentre gli altri invece ti percepiscono invadente? Oppure gli altri ti vedono indeciso e insicuro mentre ti consideri magari solo discreto?
Insomma, cosa e quanto arriva di noi nella relazione con gli altri?
E cosa vedono gli altri che noi non vediamo?

Come trasformare le proprie ferite

Avete presente quando ci imbattiamo per caso in due cose diverse, ma che ci comunicano, come per coincidenza, un messaggio simile?
E' quello che mi successo con un aforisma che ho letto e un'immagine che mi è capitata sotto agli occhi.

Come mantenere i buoni propositi per l'anno nuovo

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C'è chi vorrebbe dimagrire, chi smettere di fumare, chi trovare l'amore, chi iniziare ad andare in palestra, chi trovare o cambiare lavoro ...
Con l’inizio dell'anno nuovo e la voglia di cambiamento che porta con sè, è consuetudine fare una lista dei cosiddetti "buoni propositi".
Il momento in cui finisce l'anno vecchio e ne inizia uno nuovo è sempre occasione di riflessioni e di bilanci su cosa si è fatto, cosa si potrebbe migliorare, quali sono gli obiettivi futuri.

Sopravvivere al Natale

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Chi ha detto che il Natale debba essere felice per tutti? Per alcune persone, le feste che dovrebbero essere momenti di gioia, si trasformano in momenti stressanti, possono suscitare vissuti depressivi e ansiosi, specie il Natale.
Stanchezza, senso di malessere, ansia, perdita di interesse, senso di colpa e insonnia sono alcune delle sensazioni di disagio che si possono presentare prima, durante e dopo il periodo natalizio.

Come ascoltare

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"Quando ti chiedo di ascoltarmi
e tu cominci a darmi consigli,
non hai fatto ciò che ti ho chiesto.

Quando ti chiedo di ascoltarmi
e tu inizi a dirmi perché non dovrei sentirmi in quel modo,
stai calpestando i miei sentimenti.

Quando ti chiedo di ascoltarmi
e tu senti che devi fare qualcosa per risolvere il mio problema,
tu mi hai ingannato per quanto strano possa sembrare.

Quando tu fai qualcosa per me
che io posso e ho bisogno di fare per me stessa,
tu contribuisci alla mia paura e alla mia debolezza.

E allora ti prego di ascoltarmi
e di non fare altro che starmi a sentire.
E se vuoi parlare,
aspetta un minuto che giunga il tuo turno e io ti ascolto".

(Irene Whitehill)



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Adolescenza e omosessualità

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Coraggio è essere te stesso ogni giorno in un mondo che ti dice di essere qualcun'altro.

L’adolescenza è il periodo della vita che sta tra l’infanzia e la vita adulta, tra il "non essere più" e il "non essere ancora".
L’adolescenza è per definizione il tempo dei cambiamenti e dei debutti su svariati fronti, che coinvolgono il giovane in prima persona, ma anche la famiglia, le amicizie, la scuola.

Omogenitorialità, è l'amore che crea una famiglia

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Il termine “omogenitorialità” è un neologismo che descrive tutte quelle situazioni familiari in cui almeno un adulto omosessuale è il genitore di almeno un bambino.

L’omogenitorialità si manifesta quindi principalmente in due condizioni:
  • il desiderio di maternità e di paternità nelle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans
  • la responsabilità paterna e materna delle persone omosessuali che nelle loro storie precedenti (anche eterosessuali, quindi) hanno avuto figli.